L’evoluzione del crowdfunding: legami con le PMI e scenari futuri in Italia

L’evoluzione del crowdfunding: legami con le PMI e scenari futuri in Italia

Nei mesi scorsi abbiamo più volte affrontato il tema del crowdfunding per capire di cosa si trattasse e per comprenderne le possibili conseguenze. Ora vogliamo provare a individuarne i possibili benefici per la nostra economia.

Il tessuto produttivo italiano è tipicamente costituito da piccole e medie imprese che hanno sicuramente forti legami con il territorio in cui operano, ma hanno scarse possibilità di finanziamento. In questi termini, il crowdfunding, in qualità di finanziamento collaborativo, sta iniettando linfa vitale alle nostre imprese, incoraggiando gli imprenditori a continuare a fare business, nonostante le difficoltà che caratterizzano questo periodo. Il crowdfunding può così essere interpretato come un vero e proprio asset per imprese e imprenditori, in quanto si sta dimostrando in grado di generare introiti mai come ora necessari e di incrementare, come strumento di marketing, il numero di clienti, il tutto mentre apporta un indubbio aiuto all’economia globale.

Si può affermare che tutto ciò derivi da una maggiore attenzione e sensibilità alle economie collaborative, tale per cui il ROI della social organization è aumentato per il terzo anno consecutivo, grazie alla crescita dell’uso di piattaforme collaborative da parte di nove su dieci dirigenti aziendali, che hanno così ottenuto benefici in termini di riduzione dei costi.

Tornando al crowdfunding, questa pratica di raccolta fondi grazie alla “folla di internet”, unita alla cooperazione, genera un importante connubio di sviluppo. In termini numerici, a livello globale nel 2012 il crowdfunding ha generato transazioni per circa 3 miliardi di dollari, ed  è notizia di questi giorni che la raccolta internazionale di finanziamenti per mezzo di questa pratica si sta intensificando in modo significativo, tanto che, entro la fine del 2013, si stima una raccolta di circa  5 miliardi di dollari.

Possiamo pensare al crowdfunding come un’evoluzione del social networking e di un’attività social molto elaborata, che è il socialfunding. Esso infatti aggrega e attiva economicamente la community, in quanto:

  • è una via di mezzo tra una forma di economia e il social networking;
  • genera la nascita di nuove comunità economiche;
  • promuove l’attivazione della community per il raggiungimento di un obiettivo comune;
  • comporta l’impiego di strutture e percorsi di social economy allo scopo di reperire e gestire fondi;
  • si sta affermando globalmente come opportunità sociale e culturale.

Per quanto concerne i possibili sviluppi futuri del crowdfuding in Italia, già da ora stiamo assistendo a un aumento del numero di piattaforme dedicate, ma anche a una maggior integrazione con altre pratiche collaborative, forme di crowdsourcing e social media generici. Non bisogna poi dimenticare che l’Italia è stato il primo Paese ad attuare una normativa organica sull’equity crowdfunding per le start up innovative, offrendo così un quadro giuridico chiaro e definito non solo per i players italiani, ma anche per quelli stranieri che intendano intraprendere questa tipologia di finanziamento nel nostro Paese.