Le start-up vanno di … moda

Fashion Camp

Le start-up vanno di … moda

Sembra essere definitivamente finita l’epoca in cui il termine start-up evocava esclusivamente l’idea di aziende IT. Il mondo sta cambiando globalmente e il potenziale innovativo dei nuovi imprenditori si rivolge, oggi più che mai, anche a quei settori che da sempre contraddistinguono il nostro tessuto industriale: alimentare, automazione industriale, arredamento e, naturalmente, la moda. Ma un’idea vincente, da sola, non basta. Ci vuole qualcuno che la trovi tanto geniale da finanziarla.

Sono sempre più numerosi anche in Italia bandi e fondi che si rivolgono a start-uppers con progetti ambiziosi e, soprattutto, innovativi. Un esempio è la Start-Up Initiative” di Intesa San Paolo, giunta alla sua quarta edizione. Il suo scopo è quello di mettere in contatto, per mezzo di un processo end-to-end, offerta di innovazione, attualmente derivante da dodici settori diversi, e capitale.

È quanto accaduto qualche giorno fa nel Palazzo della Regione a Milano, dove si è svolto per il secondo anno consecutivo il Fashion&Design Open Innovation Day, un evento interamente dedicato ad aziende innovative di moda e design, nazionali e internazionali, con una forte inclinazione tecnologica in termini di nuovi materiali impiegati, applicazioni web, ecc. Come sostiene anche Arianna Chieli, art director di Fashion Camp, annuale appuntamento dedicato a moda e nuove tecnologie, che si terrà a Milano il 7 e l’8 giugno,  “L’Italia ha un know-how fortissimo di artigianalità. […] Il futuro della moda però passa anche per tutte quelle nuove professioni fortemente connesse con il 2.0.” (Intervista integrale). La tradizione, quindi, non può che mescolarsi all’innovazione, perché oggi è impensabile fare impresa senza digitale.

Tornando alla Start-Up Initiative, sono otto i progetti che sono stati selezionati e incubati dopo essere stati attentamente ascoltati da fondi di Venture Capital, Business Angels, università e centri di ricerca, studi legali, cacciatori di idee e anche rappresentanti dei più prestigiosi brand della moda. Due di queste start up hanno sede a Milano, le altre a Torino, Trieste, Modena, Bologna, Ancona e Roma.

Possiamo quindi affermare che nel nostro Paese si sta creando un vero e proprio ecosistema innovativo, da cui può beneficiare anche il Made in Italy. Rinvigorendo la filiera produttiva, ridando qualità al prodotto e creando nuovi posti di lavoro nel tessile, è infatti possibile incrementare le esportazioni tornando ad essere competitivi, senza dover svendere i nostri assets a investitori esteri.