Forme alternative di finanziamento per le PMI

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Forme alternative di finanziamento per le PMI

La pesante crisi di liquidità e di fiducia del mercato del credito e le stringenti regole di Basilea hanno penalizzato fortemente le piccole e medie imprese italiane. Come sappiamo quest’ultime sono infatti profondamente legate al sistema creditizio bancario: le nostre PMI dipendono nella raccolta di finanziamenti per più del 70% dagli istituti di credito, a fronte di una media europea del 50%.

“Nel quadro della grande crisi economica l’accesso al credito è in testa alla classifica dei problemi con i quali si confrontano le imprese, soprattutto di piccole dimensioni”.

Carlo Sangalli, Presidente Camera di commercio di Milano

Ecco quindi che strumenti come il crowdfunding, il mercato dei capitali per le società non quotate e il microcredito possono diventare fondamentali per le PMI. Questi strumenti infatti facilitano l’accesso al credito e sostengono l’impresa non solo nella fase recessiva ma anche e ancor più nella fase di ripresa e di rilancio della propria attività.

Crowdfunding

Con il termine crowdfunding si intende il finanziamento collettivo del capitale sociale a rischio, che si configura come una nuova forma di finanziamento collettivo recentemente regolato da Consob sotto forma di equity crowdfunding. A differenza di altre forme di private equity il crowdfunding, almeno fino ad oggi, non prevede la partecipazione di investitori istituzionali. Così come il crowdsourcing esso si configura più come un processo collettivo di sviluppo di un prodotto. Un fenomeno che in Italia si è sviluppato solo negli ultimi anni ma che sta crescendo esponenzialmente seguendo quello che è il trend globale.

Il «Crowdfunding Industry Report» stima che 452 piattaforme online (+60% nel 2011) hanno raccolto, rispettivamente nel 2011 e nel 2012, capitale pari a 1,5 e 2,8 miliardi di dollari. Nel 2013 raddoppierà a sei miliardi di dollari il gettito di quel rubinetto. Erano 530 milioni nel 2009. Nel 2012, Kickstarter, la più popolare piattaforma di crowdfunding, mobilitando più di 2 milioni di persone ha destinato oltre 500 milioni di dollari a circa 40mila progetti; di questi, 18mila hanno raccolto 320 milioni, il triplo rispetto al 2011.

Piero Formica – Il Sole 24 Ore

Mini Bond

La legge 134 del 2012 ha introdotto un quadro normativo che permette l’emissione di titoli di debito, obbligazioni (o mini bond) e cambiali finanziarie da parte delle imprese non quotate, prive di rating e in cerca di finanziamenti e liquidità. Questo nuovo mercato è stato pensato per offrire alle PMI italiane uno strumento nuovo e alternativo di accesso al credito.

Nonostante questo strumento faccia fatica a decollare, a seguito dell’accordo siglato tra Banca Monte dei Paschi di Siena, Confindustria, Piccola Industria e Finanziaria Internazionale, a maggio è nato il primo Fondo mini bond del mercato italiano. Secondo Fabrizio Viola, amministratore delegato di Bmps, il Fondo potrà «fornire alle PMI un maggior equilibrio nella liquidità e una maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento».

Microcredito

Esiste un ulteriore strumento finanziario rivolto in particolare ai soggetti deboli dal punto di vista socio-economico che è il Microcredito. Destinatari di queste attività di microfinanza sono sia le imprese commerciali sia le persone fisiche che necessitano di un credito di piccole dimensioni per l’avvio di nuove attività imprenditoriali o per far fronte a spese d’emergenza.

In Italia esistono diverse realtà che si occupano dello sviluppo di queste attività come l’Ente Italiano per il Microcredito che sul proprio sito web mette a disposizione numerose risorse sull’argomento: fondi, bandi e gare, modelli di finanziamento.


Alessandro Colombo