Finanziarsi con il crowdfunding. Il caso di Ego! Smartmouse

Finanziarsi con il crowdfunding. Il caso di Ego! Smartmouse

In occasione della Fiera delle Start Up, tenutasi a Milano il 17 giugno, abbiamo incontrato Matteo Modè, fondatore e CEO di Laura Sapiens, che ci ha raccontato come ha finanziato grazie al crowdfunding l’innovativo Ego! Smartmouse.

Ottenere fondi dalla folla che popola il web per mezzo di tante piccole azioni che, nel loro insieme, possono generare la fortuna di veri e propri business. Il crowdfunding, fenomeno che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese, sta contribuendo a cambiare il modo di pensare e di fare impresa, almeno nelle sue prime fasi. Sono moltissime infatti le start up innovative che, oggi, decidono di finanziare la propria idea on-line, cercando di realizzare un sogno difficilmente percorribile per mezzo del tradizionale sistema creditizio.

Ma il crowdfunding va ben oltre il concetto di finanza accessibile a tutti, che ha origine dalla microfinanza, e presenta un forte legame con alcuni aspetti che scaturiscono dal mondo dei social media: il confronto con la folla, infatti, non solo permette di raccogliere denaro, bensì anche, e soprattutto, di testare e validare collettivamente la bontà della propria innovazione.

Di crowdfunding si è discusso molto anche alla Fiera delle Start Up, che si è svolta il 17 giugno presso la sede del Sole 24 Ore. In quell’occasione abbiamo incontrato Matteo Modè, fondatore e CEO della start up Laura Sapiens, che si occupa di interazione uomo-computer e identità digitale. La società ha finanziato il progetto Ego! Smartmouse sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter, raccogliendo in 45 giorni £ 34,941 (oltre 40.000 euro), superando così l’obiettivo di £ 20,000 inizialmente stabilito. Matteo ci ha spiegato i motivi del successo del suo dispositivo sul Web.

Ego! Smartmouse. Di cosa si tratta e come è nata l’idea di sviluppare questo prodotto?

Ego! Smartmouse è il primo dispositivo wireless che permette di interagire in più dimensioni, muoversi agevolmente tra i computer e trasferire dati e file. Si tratta della prima periferica che, anziché essere legata al computer, è legata alla persona che la possiede. Così abilita un nuovo modo di interagire con i sistemi informatici, eliminando barriere e arricchendo l’esperienza utente.

Da cosa deriva la scelta di finanziarsi con il crowdfunding?

Abbiamo scelto di utilizzare il crowdfunding per finanziare la produzione del primo lotto di Ego! Smartmouse e per far conoscere il prodotto all’estero. Abbiamo pensato che una piattaforma come Kickstarter ci avrebbe permesso di raggiungere un pubblico sensibile al lancio di nuove tecnologie e quindi di raccogliere le risorse per la fase produttiva. Chiaramente incassare prima di produrre e distribuire è una strada per finanziarsi meno costosa di quelle tradizionali e sopratutto proficua anche da altri punti di vista. In un certo senso, si può affermare che i soldi ricevuti attraverso il crowdfunding siano “smart money”.

Kickstarter: quali sono stati i vantaggi e quali le criticità? Intraprenderesti ancora questa strada?

Sicuramente Kickstarter è la prima piattaforma di crowdfunding al mondo in termini di turnover e certamente la più conosciuta. Possiede moltissimi utenti fidelizzati e sensibili a diverse categorie di progetti, permettendo ai creatori di rivolgersi direttamente ad un target di early adopters e innovatori altrimenti difficile da raggiungere. Chiaramente non basta pubblicare un progetto per avere successo, ma è necessario un duro lavoro per preparare ed eseguire la campagna. Oltre al denaro si ricevono moltissimi feedback, suggerimenti e opportunità di business partnership che, a mio avviso, rendono questa strada molto interessante e possibilmente da ripetere in futuro.

Raccontaci le aspettative e i progetti per il prossimo futuro.

Stiamo lavorando per rendere accessibili agevolmente dei servizi attraverso l’uso di Ego! Smartmouse. Mi riferisco all’accesso a strumenti di utilità come lo storage in cloud, la gestione delle passwords o l’email, e a strumenti di svago come facebook, twitter, ecc. Siamo certi che in questo modo potremmo migliorare radicalmente l’esperienza di utilizzo di un computer, abbattendo gli ostacoli che si frappongono tra gli utenti e le applicazioni e i servizi.


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