Il Business Plan

Il Business Plan

Business Plan - fattori caratterizzantiQuando serve un Business Plan

L’attuale situazione di mercato crea un senso di disorientamento imprenditoriale. Per tale motivo, oggi più che mai è necessario avere strumenti concreti per darsi una direzione.

Con riferimento al grafico qui a lato, la creazione di un’impresa comporta una serie di difficoltà (zone grigie), ognuna delle quali potrebbe causare un disastro se affrontata nel modo sbagliato. Si pensi ad esempio al reperimento di capitali, al mantenimento di margini accettabili ed alla capacità di reagire alle influenze esterne, quest’ultime diventate drammatiche oggigiorno. In base alle statistiche, il 75% di tutte le nuove imprese fallisce nei primi anni di attività, per lo più a causa di una di queste difficoltà.

Per tale motivo abbiamo deciso che è interessante proporvi lo strumento manageriale per eccellenza: il Business Plan, strutturandolo come un breve manuale di linee guida e suggerimenti.

Per iniziare possiamo identificare gli elementi di base del Business Plan:

  1. Si tratta di un piano che può servire da spunto per lo sviluppo di idee su come gestire l’impresa; l’analisi dell’azienda a tutti i livelli, dal marketing al finanziario e all’operativo, consente di mettere a punto le proprie strategie e di “sbagliare sulla carta” invece che nella realtà.
  2. È uno strumento di verifica che consente di valutare la performance effettiva dell’impresa nel tempo, se aggiornato periodicamente.
  3. È uno strumento fondamentale di reperimento di finanziamenti. La maggior parte dei finanziatori ed
    investitori non decide di investire del denaro in un’impresa senza aver visto prima un business plan.

Benchè, a nostro avviso, il business plan debba sempre essere preparato dall’imprenditore, può risultare più utile, nel corso della stesura, ricorrere a valutazioni più professionali da parte di contabili, avvocati, consulenti. Anche il parere di “giudici” informali può essere prezioso. Spesso i professionisti pongono delle domande obiettive, sull’impresa o sul piano, che l’imprenditore non ha ancora preso in considerazione. Quindi, un professionista è in grado di evidenziare l’importanza di problemi che all’imprenditore possono apparire insignificanti, di ridimensionare affermazioni esagerate o fuorvianti, o di aiutare l’imprenditore a chiarire punti specifici all’interno del piano.

La conclusione è che se si vuole che l’impresa abbia speranze di riuscita, è necessario preparare un piano.  Da questo piano si focalizzano meglio le idee imprenditoriali, e si effettua una prima scrematura delle diverse ipotesi meno fattibili.[/vc_column_text]

Come elaborare un business plan

Lo scopo di questo paragrafo è quello di consegnarvi un’idea concreta di come funziona il business plan nei suoi contenuti: qui di seguito, vi riportiamo una sua tipica struttura che ne aiuta la successiva stesura in modo dettagliato.

Il Business Plan dovrà anzitutto contenere una sintesi storica, basata sui seguenti punti:

  1. Processo di fondazione dell’Impresa e contesto storico di provenienza
  2. Segmentazione del marchio
  3. Segmenti su cui si vende
  4. Struttura del Brand e Prodotto (storici e presenti)
  5. Posizionamento dell’impresa/brand
  6. Mission: il “perché” dell’impresa oggi
  7. Vision: il futuro dell’impresa nel lungo periodo
  8. Struttura organizzativa/societaria e momento generazionale

Successivamente, dovremo fare una lettura attenta delle risorse umane d’azienda, basata su:

  1. Strutture organizzative
  2. Aspetti peculiari dell’organizzazione
  3. Flussogramma ed evoluzione
  4. Job description: ovvero il dettaglio dei ruoli aziendali, le deleghe e le eventuali sovrapposizioni

Quindi il piano di marketing:

  1. Prodotto
  2. Segmentazione
  3. Obiettivi di breve, medio e lungo periodo
  4. Budget di marketing
  5. Pricing
  6. Elementi condizionanti
  7. Evoluzione del mercato
  8. La rete di vendita
  9. L’action Plan o Piano operativo (che interessa clienti, prodotti, Rete di Vendita, comunicazione di
    marketing, organizzazione, ecc.)

La parte finale sarà quella relativa alla struttura finanziaria; visto che tale argomento merita alcune considerazioni fondamentali, tale parte verrà trattata nella parte successiva.

La struttura finanziaria

Non è comunque soltanto il gruppo dirigente dell’impresa ad utilizzare il business plan come strumento di verifica: anche finanziatori ed investitori noteranno le eventuali differenze tra il piano e l’effettiva performance dell’azienda, e vorranno conoscere il motivo di tali scostamenti.

E’ meglio preparare un business plan obiettivo, e non riuscire ad ottenere il finanziamento perchè il rischio è considerato eccessivo, piuttosto che finire per autoconvincersi che il rischio sia irrisorio: qui a seguire elenchiamo le motivazioni di tale scelta.

Destinatari e fattori chiave del Business Plan finanziario:
Dal punto di vista finanziario bisogna identificare i soggetti destinatari del progetto, nonchè i fattori chiave che influiscono e che portano o meno al successo dell’ottenimento del finanziamento.
Parlando quindi dei destinatari del Business Plan finanziario, si può distinguere tra Finanziatori istituzionali (ovvero gli Istituti di credito, ai quali presentare il piano finanziario per la definizione delle condizioni di credito) e gli Investitori (più avezzi ad una attenta e profonda lettura del B.P. rispetto alle banche, in
quanto normalmente investono e dedicano tempo all’attività finanziata).

Ma qual è il messaggio, e come lo si comunica a questi soggetti? E’ importante ricordare questi quattro fattori chiave:

  1. AFFIDABILITA’: L’affidabilità è un elemento critico per chiunque, individuo o società che voglia ottenere un finanziamento: si tratta di un individuo veramente capace? Ci terrà sempre correttamente informati sulla situazione reale dell’azienda? Da questi elementi di valutazione soggettiva, ne deriva il secondo punto:
  2. FLUSSO DI CASSA: Per ottenere un finanziamento, bisogna essere in grado di dimostrare che il flusso di cassa consentirà la restituzione del prestito, fino a completa estinzione.
  3. GARANZIE GENERALI: Un buon finanziatore cercherà di ottenere la miglior garanzia possibile a fronte di un prestito. Le garanzie che l’imprenditore in erba, o già avviato, è in grado di proporre, comunica ‐al tempo stesso‐ un messaggio sulla affidabilità personale.
  4. APPORTO DI CAPITALE COME COMMITMENT: L’ammontare del capitale che, a giudizio dei finanziatori, l’imprenditore deve apportare all’impresa, varia a seconda dei casi. Il più delle volte, comunque, i finanziatori esigono un impegno consistente da parte dell’imprenditore, per essere certi che quest’ultimo sia realmente vincolato al successo dell’azienda e quindi al successo del finanziamento.
    Questa parte del progetto, dovrà qunidi essere integrata da un Piano Operativo, ovvero le modalità con cui l’impresa intende realizzare i propri prodotti o fornire i propri servizi.

Il piano operativo (o action plan)

La fase finale del B.P. é la messa in opera del progetto che abbiamo costruito con la Sintesi storica, le Risorse umane, il Piano di Marketing e il Piano finanziario.

Come documento interno di pianificazione, il business plan dovrebbe presentare un piano operativo dettagliato e approfondito, per consentire all’imprenditore di risolvere sulla carta i potenziali problemi, prima di iniziare l’attività. Ma al tempo stesso il contenuto del piano operativo dev’essere facilmente comprensibile, visto che il
business plan è anche uno strumento di vendita che viene esaminato da lettori esterni.

Per scegliere il modo migliore di presentare il piano operativo ai lettori esterni bisogna rispondere a due domande:

  1. Il contenuto del piano operativo è comprensibile per il lettore?
  2. Che importanza ha il contenuto del piano operativo ai fini della comprensione e della valutazione globale del business plan?

L’importanza e i contenuti del piano operativo dipendono dalla natura della futura impresa. Il business plan di un’impresa industriale dedicherà probabilmente molto spazio agli aspetti operativi; viceversa, le aziende di commercializzazione al dettaglio e le società di servizi, presenteranno un piano molto meno complesso dal punto di vista operativo.

Seguono alcuni degli argomenti affrontati in un piano operativo:

  1. Sviluppo del prodotto. Non è infrequente che un’impresa prepari il business plan prima di aver messo a punto una gamma completa di prodotti e servizi. E anche dopo aver completato la creazione della propria linea di prodotti, è spesso necessario che l’impresa continui l’attività di sviluppo, se vuole mantenere la
    propria competitività e favorire un salutare processo evolutivo.
  2. Produzione. Nel caso di un’impresa industriale, è molto importante che si illustri il processo produttivo: il piano dovrà quindi descrivere in breve lo stabilimento, le attrezzature, i materiali e la mano d’opera necessaria, le tecniche e i processi impiegati per combinare tutte queste risorse e infine le caratteristiche dell’impresa in materia di efficienza produttiva.
  3. Assistenza tecnica. A volte, per un’impresa è importante definire il tipo di assistenza tecnica e di consulenza che intende offrire. In particolare, il piano dovrebbe descrivere il grado di assistenza garantita ad un cliente dopo l’acquisto di un prodotto o di un servizio.
  4. Fattori esterni di influenza. In alcuni casi, sarà opportuno illustrare determinati fattori esterni che influenzano l’impresa, quali le norme di controllo dell’inquinamento, della sicurezza lavorativa, o le norme igienico sanitarie tipiche di determinati settori, come quello alimentare.

IN CONCLUSIONE: Il business plan può essere preparato a qualsiasi stadio di sviluppo di un’impresa. Può riguardare una vera e propria impresa “neonata”, che magari non ha ancora messo a punto una propria gamma di prodotti, oppure un’impresa appena avviata, che opera soltanto da poco tempo. Ma il business plan può anche servire a presentare un’impresa che ormai si trova nella fase di maturità o di declino, e che deve evolversi se vuole mantenere una solida posizione sul mercato.